VERITÀ STORICA- VERITÀ SCIENTIFICA. CRITICA STORICA-CRITICA SCIENTIFICA. PSEUDO- MATEMA LACANIANO

Castel dell'Ovo interno

Verità storica: Verità scientifica = Critica storica: Critica scientifica. Pseudo matema lacaniano Video

Questa foto mostra un sito e un edificio noto ed ancora oggi visitabile a Napoli che è Caste dell’Ovo. Castel dell’Ovo è situato presso il quartiere di S. Lucia, nel Borgo dei marinai. Come Borgo dei marinai s’intende un quartiere caratterizzato da edifici pressoché omologati da una decorazione di gusto neo-medioevale. Saranno i monaci basiliani dopo un’origine antichissima che contraddistingue questo sito che nasce sull’antica Megaride ed è, già, trattato nelle prime fonti dai tempi di Lucullo Dicevo, saranno i monaci basiliani ad insediarsi in questo piccolo promontorio costruendo una chiesa dedicata a S. Salvatore ed attigua a questa      una piccolissima dedicata a S. Pietro. Ma con l’avvento e l’arrivo dei Normanni, nel 1140, a Napoli la loro invasione porterà ad una trasformazione del posto e quindi alla costruzione di un castello come roccaforte militare. E Castel dell’Ovo sarà sempre adibito e, difatti lo sarà, dal 1870 al 1903 come roccaforte utilizzata specificamente per usi militari. Cosa contraddistingue questa struttura rispetto alle altre. Ecco il periodo forse più interessante dopo quella aragonese che vede il sito utilizzato come loro forziere. Cioè saranno a Castel dell’Ovo custoditi i tesori reali.

Con un assedio questa struttura architettonica subirà dei restauri e a partire dal 1503 ed  è questo il periodo che a me interessa di più.  In maniera particolare in quanto il luogo sarà utilizzato anche come carcere ed una delle celle presenti a Castel dell’Ovo ospiterà per un determinato periodo il filosofo domenicano Tommaso Campanella che alternerà la sua degenza a Napoli tra una cella a Caste dell’Ovo e l’altra a Castel Capuano, ancora oggi, una delle sedi del Tribunale di Napoli.

    Tommaso Campanella nasce nel 1568 a Stilo, in Calabria; nel 1582 vestirà l’abito domenicale. Fu un ottimo scrittore da giovane si dilettò nella composizioni di poesie delle quali vi leggo un sonetto che meglio sintetizza la sua attività filosofica:

 

ʿ Io nacqui a debellar tre mali estremi

Tirannide, sofismi, ipocrisia:

Ond’or  m’accorgo con quanta armonia

Possanza, senno, amor m’insegnò Temi.

Questi principii son veri e supremi

Della scoverta gran filosofia,

Rimedio contra la trina bugia,

Sotto cui piangendo, mondo, fremi.

Carestie, guerre, pesti, invidia, inganni

Ingiustizia, lussuria, accidia, sdegno,

Tutti a que’ tre mali sottostanno,

Che nel cieco amor proprio, figlio degno

D’ignoranza, radice e fomento hanno.

Dunque a diveller l’ignoranza io vegno.ʾ [1]

Pertanto: ʿ …Carestie, guerre, pesti, invidia, inganni/Ingiustizia, lussuria, accidia, sdegno ʾ Sottostanno a  ʿ …Tirannide, sofismi, ipocrisiaʾ e l’unica soluzione e salvezza per l’umanità possono essere:  ʿ Possanza, senno, amor ʾ. Principii veri/Della scoverta filosofia ossia rappresentano le tre primalità della Metafisica proposta da Tommaso Campanella.

Dunque, se come dice Nicola Abbagnano con Bruno ci troviamo di fronte ad una religione dionisiaca dell’infinito; il naturalismo, ecco, di Tommaso Campanella supera questa visione in quanto più che di teologia politica potremmo parlare di politica teologica.[2] Nel 1589, Tommaso Campanella termina Philosophia sensi demonstrata  che data alle stampe nel 1591 darà al giovane domenicano dei problemi la prima incarcerazione a Napoli.   Nel 1592 sarà liberato. Incomincerà a viaggiare spostandosi tra Napoli andando a  Roma, a Firenze. S’iscriverà all’Università ma la ribellione rispetto ai dettami ai principi dell’Ordine domenicano lo porterà ad un incarceramento che alla fine durerà 27 anni. Sappiamo che il ʿSeicentoʾ fu un secolo anche violento che vide contrapporsi due potenze a livello europeo Spagna e Francia in un primo momento la risoluzione e quindi l’unificazione politica ma secondo cioè sotto un’unica religione era vista da Tommaso Campanella nella Corona spagnola. Quando fu scoperta una congiura ordita a Napoli per l’appunto da un napoletano: un suo alunno il Pignatelli. Il domenicano cambiò idea e quindi si rivolse alla Francia e sarà proprio Luigi XIII ad ospitarlo a Parigi in una pensione . Accolto, benevolmente, dunque da Luigi XIII, poté trascorrere gli ultimi anni della sua vita in Francia in una pensione mantenuto dalla corona francese.

    Le stelle da tempo gli avevano predetto che l’eclissi del 1o giugno del 1639 gli sarebbe stata fatale. Campanella fu anche un bravo astrologo e astronomo. Sappiamo che il Seicento fu il secolo della magìa e dell’alchimìa, degli studi alchemici ai quali lo stesso domenicano non si sottrasse.

Difatti, muore il 21 maggio del 1639.

 

Verità storica: Verità scientifica = Critica storica: Critica scientifica

Pseudo-Matema Lacaniano

   L’Art. 21[3] della Costituzione italiana prevede la difesa e la libertà d’espressione e la manifestazione libera del pensiero di uno scrittore, di un opinionista, di un giornalista storico, docente universitario, di un ricercatore che intraprenda un percorso di studi Perché abbiamo bisogno di un articolo della Costituzione che difenda l’opinione e la verità ultima come risultato di una ricerca di uno studio. Perché la ricerca storica e la ricerca scientifica percorrono obiettivi diversi attraverso binari che però sono paralleli. Cioè la verità ultima che è il fine il risultato di una ricerca compiuta potrebbe essere in disaccordo con quella verità che presumibilmente in maniera universale siamo abituati a conoscere, che ci è stata trasmessa attraverso la lettura lo studio ufficiale e attraverso una tradizione orale. L’analisi di un periodo storico e siamo abituati a considerare la storia come quella disciplina che studia civiltà lontanissime: lontane nel tempo, non vicine a noi, altresì, personaggi storici vissuti millenni, decenni, secoli fa; ma sappiamo anche che la storia studia personaggi e momenti del nostro passato recente.

E quindi, personaggi politici, pubblici, statisti contemporanei defunti ma altrettanto contemporanei vivi: viventi. Quindi laddove il risultato finale di questa ricerca potrebbe ledere la figura del personaggio pubblico questo stesso personaggio ha altrettanto la libertà di potersi difendere. Laddove, invece, il personaggio è morto, ovviamente, ciò non potrà avvenire. Tuttavia, saranno i diretti parenti anche lontani nelle discendenza ad avvalorarsi con l’Art. 597, comma 3o, della Costituzione Italiana con il quale potrebbero esporre denuncia, querela, rispetto al ricercatore stesso laddove riconoscano un’azione lesiva verso il personaggio studiato nel risultato della ricerca avviato dallo studioso.

Tuttavia la storia oltre che attraverso le fonti: l’utilizzo delle fonti, può portare ad una verità tramite l’utilizzo di una semplice lettura. Può esserci quindi un’ analisi dei fatti e delle circostanze, un aggiornamento rispetto alla figura di un personaggio, di un determinato momento storico e di una comunità del mondo contemporaneo dunque senza utilizzare necessariamente le fonti  archivistiche: quelle che solitamente sono definite le fonti storiche documentarie. Pertanto la ricerca e l’assunzione di responsabilità rispetto a questa verità fine ultimo della ricerca stessa è assunta completamente da parte dello scrivente.

L’analisi la lettura l’aggiornamento di cui la storia necessariamente ha bisogno attraverso uno sguardo che sia diverso e la diversità anche del risultato che talvolta può essere anche una diversità apparente. È una lettura che risulta diversa perché vista da un punto di vista diverso. Quest’analisi, questa lettura è tuttavia solo di pochi. È ovviamente anche espressione di una professionalità comprovata a livello scientifico da ricercatori studiosi e spesso da docenti universitari.

   A livello legislativo abbiamo assistito negli ultimi anni a delle modifiche con la proposta di diversi disegni di legge.

La Legge n. 47 del 1948 è la legge storica che regolamenta la stampa Delle modifiche a questa legge sono inserite nel disegno di legge Costa[4] che compendia il reato di diffamazione a mezzo di stampa e che in materia di Diritto Internazionale  ha  proposto come esempi di eccellenza quelli applicati nella giurisprudenza inglese, francese, spagnola e tedesca.[5]

Sempre la XVII Legislatura con Atto del Senato n.54 ha approvato con il nuovo titolo reato di negazionismo le “Modifiche all’art.3 della legge 13 ottobre 1975 n.654 in materia di contrasto e repressione dei crimini di genocidio crimini contro l’umanità e crimini di guerra come definiti dagli artt. 6,7 e 8 dello statuto della Corte penale internazionale e modifica dell’articolo 414 del codice penale”[6]

 In tal senso a corredo si ricorda l’intervista rilasciata da Mario Adinolfi per  un articolo di L. Bigozzi ˂Negazionismo (PdF) “E ora con il ddl di Scalfarotto arriveremo al reato mofovico?”> 9 giugno 2016 Le interviste della Civetta.

[1]. T. Campanella. Poesie,p.18.Bari.1938.

[2]. N. Abbagnano. Cap.VI-Rinascimento e Naturalismo 383 pp.148-162. TEA UTET.1995.

[3]. Art. 21. Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato  dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi o nel caso di violazione delle norme  che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

….La legge può stabilire con norme di carattere generale che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Art. 33. L’arte e la scienza solo libere e libero ne è l’insegnamento.

[4]. Documentazione per l’esame di Progetti di legge. Diffamazione a mezzo della stampa o di altro mezzo di diffusione. A.C. 925 Dossier n.18, 3 giugno 2013. Camera dei deputati. XVII legislatura.

[5]. Dossier n.18, 3 giugno 2013 Op. Cit. § Schede di lettura. La diffamazione a mezzo stampa nel Regno Unito, in Spagna, Francia e Germania (a cura della Biblioteca – Ufficio Legislazione Straniera).

[6]. Atto Senato n.54. XVII Legislatura. Classificazione TESEO. Relatore Maggioranza Sen. Rosaria Capacchione.

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