L’INTERPRETAZIONE DELLA STORIA DI V. SGARBI.

R.Di Girolamo : « La stampa contemporanea resta uno strumento di supporto per tutti coloro che operano per la ricerca storica?*»

Vittorio Sgarbi : «La stampa contemporanea intende i giornali? Certo è ovvio. Il dato di cronaca diventa rapidamente storia. È inevitabile che la ricerca storica si faccia sulla certezza dei fatti che viene data dall’informazione dei giornali.»

  «L’ipotesi di una legge sull’antinegazionismo porterebbe alla perdita dei parametri critici per una lettura della contemporaneità?»

Vittorio Sgarbi : «Cos’è la legge sull’antinegazionismo … È una legge insensata. I dati sono i dati. Se c’è chi vuole negare la persecuzione degli ebrei, vuole negare la shoah è un problema solo suo, non offende nessuno.

Se c’è chi volesse sostenere che il  ̔ Battesimo di Cristo  ̓ di Piero della Francesca è un’opera pagana sono fatti suoi. Chi sostiene una tesi sbagliata sarà smentita dai fatti. Non ha senso neanche promuovere la legge. Se si scrive un’idiozia è libero di scriverla in quel momento non farà storia ma farà un commento che manifesta la posizione sbagliata. In qualunque disciplina ci sono posizioni sbagliate. E sono sbagliate non perché non siano possibili perché contraddicono i fatti. Chi vuole scrivere un intero saggio sul fatto che sia una donna può farlo, ma di fatto sono un uomo. Non comprendo l’esigenza di fare una legge per limitare questo o quello; le idiozie si commentano da sole.»

 «Mi scusi ma allora lo stesso termine negazionismo è sbagliato.»

Vittorio Sgarbi : «No. Non si può negare l’esistenza della prima guerra mondiale. Faccio un libro in cui affermo che non esiste la prima guerra mondiale ne hai la libertà ma non si può proibirlo di farlo. Il suo libro sarà per se stesso senza fondamento. Diceva G. Battista Vico  ̔ verum ipsum certum  ̓, ̓il vero e il certo coincidono  ̓ e questo è un dato filosofico strutturale fondamentale. Naturalmente, se una mattina in Parlamento si alza uno che nega la shoah successivamente un altro su questa affermazione propone di fare una legge nuova è ovvio che essa sarà una delle tante leggi inutili.

Quindi riassumendo è una logica sbagliata pensare che si possa fare storia senza i giornali e i documenti per quanto riguarda la prima domanda.

Sulla legge eventuale, invece, è un’ipotesi più o meno ispirata ad una considerazione dettata da un eccesso italiano di legislazione. Se su ogni vicenda dovessi intervenire per impedire a qualcuno di dire una stupidaggine rispetto a quello che non sa della storia, che non sa dell’arte. Non può esserci una legge che proibisca a qualcuno di essere ignorante. Tutto ciò potrebbe influenzare le persone che leggono i libri di quest’autore, ma i lettori dovrebbero avere gli strumenti per non essere deviati da una totale bugia. Quindi se si va avanti col concetto di dover proteggere le persone dalla loro ignoranza e mettersi davanti a qualunque cosa senza una consapevolezza della comprensione dei contenuti di ciò che si legge allora a questo punto significherebbe pensare anche che il mondo sia pieno di impediti che hanno bisogno di una badante per quello che leggono. Non ho dubbi avendo letto alcune teorie negazioniste non mi sono lasciato influenzare. Ma credo che nessuno sia stato particolarmente influenzato pensando ad una setta che vuole diffondere nel mondo la teoria che non sia esistito l’olocausto.

̔ L’olocausto non c’è stato  ̓ dovrei valutare i termini reali nel quale si è manifestato. Ma la negazione è assurda. A questo punto da cosa dovrei proteggermi dal saggio di un cretino!

Esemplificando sul piano pratico, potrei sottoporre un’intervista a vari per chiedere quanti sono convinti che Hitler abbia attuato la persecuzione degli ebrei trovo uno solo a parte che non sia un nazista che contesta questa tesi, influenzato solo da se stesso, ma non avrebbe validità. Ergo non esiste una forza deviante che deleghi una legge per impedire a qualcuno di dire una stupidaggine.»

 

 

Intervento rilasciato dal Prof. V. Sgarbi per strateghia2.wordpress 24/11/2015

   *[La ricostruzione di un periodo storico è soggetta  imprescindibilmente alle fonti che si distinguono per provenienza e natura : orali, documentarie : pubblicazioni giornalistiche (stampa cittadina, nazionale, estera, clandestina, riviste telematiche, riviste scientifiche, blog referenziati), documenti d’archivio, documentari (pellicole audiovisive), pubblicazioni scientifiche, libri. Attraverso l’analisi delle fonti operata dallo storico o dal ricercatore o da chiunque si approcci alla materia comunque non si può non tener conto dei dati e dei fatti che inevitabilmente sono testimonianze della memoria collettiva  che la narrazione storica si propone come obiettivo finale.]

 

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